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Archive for the ‘Segnalazioni’ Category

Il sostegno dello Stato
Lo Stato ha sostenuto e incoraggiato l’attività delle associazioni antiracket. Non solo, ha aggiunto all’azione di tutela della sicurezza personale svolta dall’associazionismo antiracket, una garanzia fondamentale per chi decida di opporsi al racket: quella della sicurezza economica.
A tal fine il Parlamento ha adottato, nell’arco dell’ultimo decennio, una serie di norme basate sul principio di risarcire tutti coloro che abbiano subito danni a causa di attività estorsive, per aver deciso o di collaborare con le istituzioni per combattere il racket, o di smettere di pagare il “pizzo”.
Primo strumento per l’attuazione di tale principio, l’istituzione del Fondo di solidarietà per le vittime del racket (poi unificato con quello per le vittime dell’usura), grazie al quale chi abbia subito, per essersi opposto agli estorsori, danni alla persona alla propria impresa può ricevere, a titolo di risarcimento, un’elargizione che gli consenta di riprendere l’attività.
Il Parlamento ha quindi approvato la
Legge n. 44 del 23 febbraio 1999, “Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura”, ampliando cosi’ la tipologia delle vittime del racket e dei danni ad esse risarcibili, e assicurando tempi rapidi nell’erogazione dei contributi.

tratto da: http://spazioinwind.libero.it/antiracket/racket/sostegr.htm

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Uniti e’ possibile difendersi
Da dieci anni il numero di denunce per estorsione è in aumento. Cresce, dunque, il numero di persone che, invece di subire i ricatti del racket, scelgono di opporsi.
Per combattere il fenomeno con più efficacia, riducendo al minimo il rischio personale, questi imprenditori, commercianti, artigiani si sono organizzati, uscendo da quella condizione di solitudine e d’isolamento che è il punto di maggior debolezza per la vittima e di maggior forza per l’organizzazione criminale. Hanno parlato con i propri colleghi, contattato una delle tante associazioni antiracket sorte negli ultimi anni sul territorio o coinvolto le proprie associazioni di categoria per crearne un’altra. E hanno scoperto che, uniti, si vince.
Se si denuncia insieme agli altri, si raggiunge un alto livello di sicurezza, perché quando si è in tanti, nessuno è un bersaglio. Negli ultimi anni, esponendosi nelle aule di giustizia attraverso le associazioni antiracket, centinaia di commercianti e imprenditori hanno portato testimonianze decisive per far condannare gli estorsori a migliaia di anni di carcere, senza per questo subire rappresaglie o ritorsioni

tratto da : http://spazioinwind.libero.it/antiracket/racket/unitr.htm

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Le dinamiche del fenomeno
Il pizzo è rivolto in genere ad operatori economici o a chi detiene la proprietà di un’azienda (negozio, cantiere, fabbrica) che produce reddito. Prima di giungere alla richiesta esplicita, e per essere certo che la risposta della vittima sarà positiva, l’estorsore applica una strategia di minaccia e intimidazione che ha il fine di spaventare l’operatore economico (senza tuttavia annientarlo: se lo fosse, non sarebbe più per il criminale una fonte di reddito).
Le minacce sono graduate, a seconda della minore o maggiore resistenza di chi viene preso di mira, e puntano ad impaurirlo facendogli capire quanto sia “insicuro” e in pericolo. Infine, arriva il momento in cui l’estorsore si manifesta chiaramente per offrire “protezione”. Piegarsi alla paura e pagare vuol dire imboccare una strada che può condurre alla perdita della propria libertà, non solo imprenditoriale: cedere la prima volta può predisporre a successivi cedimenti (acquistare prodotti solo da certi fornitori segnalati, assumere qualcuno debitamente raccomandato, ecc.) che possono, col tempo, sconfinare in veri e propri comportamenti illegali, fino a trasformare l’iniziale vittima dell’estorsione in un soggetto più o meno coinvolto nel sodalizio criminale.
Non cedere e ribellarsi non solo è giusto ma, oggi, è anche conveniente. Perché chi si oppone al racket può contare, da una parte, sul sostegno delle istituzioni e delle leggi dello Stato e, dall’altra, sulla forza dell’associazione con altri operatori economici che hanno, anch’essi, deciso di ribellarsi.
Grazie a questa collaborazione, negli ultimi tempi l’azione di contrasto del racket ha messo a segno importanti risultati.

 

  tratto da : http://spazioinwind.libero.it/antiracket/racket/dinamr.htm

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Che cosa e’ il racket
Il racket, o “pizzo”, è un’attività criminale generalmente volta ad ottenere da un operatore economico il pagamento periodico di una certa somma in cambio dell’offerta di “protezione” da una serie di intimidazioni che, in realtà, è lo stesso proponente a mettere in atto.
Questa forma di estorsione è un fenomeno assai diffuso, generalmente sommerso e per molto tempo sottovalutato, tanto da essere considerato un fatto quasi normale, un affare “privato” delle vittime oppure qualcosa di secondario fra le varie attività della criminalità organizzata, in particolare mafiosa. In realtà, il pizzo è la più antica attività della mafia, la base della sua attività criminale: un sicuro strumento economico per mantenere l’organizzazione e per acquisire capitali da reinvestire in altre attività criminali o nell’economia legale; il modo più efficace per esercitare il controllo sul territorio.
Il racket si concentra nel Sud, dove la criminalità mafiosa e camorristica condizionano storicamente la vita e la sicurezza di molti cittadini e ne limitano la libertà d’impresa e di sviluppo; ma negli ultimi tempi il fenomeno si è esteso ad altre regioni del Paese. E proprio dai luoghi in cui è nato e cresciuto, è partita la rivolta contro il racket.

tratto da: http://spazioinwind.libero.it/antiracket/racket/cosar.htm

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Il racket
Prima te lo fanno capire e poi, se serve, te lo dicono apertamente: per continuare a lavorare hai bisogno di “protezione”, e per averla devi pagare. Solo così i tuoi clienti non fuggiranno e la sicurezza, tua, della tua famiglia e della tua attività, non correrà pericoli. Aggiungono che, in fondo, il “pizzo” che ti chiedono è poca cosa rispetto al danno, non solo economico, che altrimenti potresti subire: la ribellione può costare cara. E poi, concludono, ribellarsi significa “mettersi da soli” contro certe richieste, mentre quelli che le hanno accettate ora vivono “tranquilli”…
Sono forti e chiari i messaggi del racket. Per questo il “pizzo”, il racket, l’estorsione è un fenomeno molto diffuso, specie in alcune aree del Paese.
E tuttavia, quei messaggi sono falsi, dannosi per te e pericolosi per la collettività.
Falsi, o meglio frutto di una mistificazione, perché chi si presenta ad offrire “protezione”, in realtà è l’artefice di quella violenza dalla quale dice di volerti difendere.
Dannosi per chi li subisce in prima persona: chi accetta di pagare il pizzo non conquista la tranquillità, ma imbocca una strada che può portarlo alla fine di ogni libertà, non solo imprenditoriale.
E pericolosi per la comunità: chi gestisce il racket, quasi sempre la criminalità organizzata, se ne serve per penetrare il tessuto produttivo e piegarlo alle proprie attività illegali, minando le basi di un corretto sviluppo economico e civile.

  tartto da : http://spazioinwind.libero.it/antiracket/racket/racket.htm

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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La scienza della sicurezza è la disciplina che studia il rischio nelle sue varie forme, dirette ed indirette, e ne valuta la riduzione fino a farlo tendere a zero. L’eliminazione del rischio è matematicamente impossibile perché le variabili del rischio sono infinite ed imponderabili; è per questa ragione che si parla di ‘riduzione’ del rischio. Il rischio che non si riesce ad eliminare viene definito rischio residuo.

Alcune correnti autorevoli che si sono occupate di scienza della sicurezza, non intendono accettare, almeno in teoria, l’ipotesi di un rischio accettabile soprattutto se si tratta di spese di vite umane. Ma la realtà di ogni giorno ci impone di mettere in gioco, nella vita quotidiana, delle variabili incontrollabili ed imponderabili che non si possono studiare e che lasciano inesorabilmente spazio al rischio residuo.

La sicurezza globale (totale) potrebbe essere assimilata ad uno stato di quiete, di serenità, di pace, di assenza totale del rischio.

La scienza della sicurezza è multidisciplinare e ad essa fanno riferimento molte aree tematiche e molte “sottodiscipline”. Ogni area prende in studio un aspetto particolare della vita della persona, creando un insieme organico di cognizioni e misure al fine di produrre come risultato sempre l’incolumità e il benessere (sicurezza) della persona e di conseguenza della collettività. Comunque, anche ogni sottodisciplina parte sempre da un’analisi del rischio per arrivare ad una prevenzione massima possibile al fine di ottenere una sicurezza detta, in gergo tecnico, accettabile.
La sicurezza può interessare direttamente le azioni dell’uomo, ma anche, indirettamente, i suoi interessi; per esempio installare un antifurto su un’automobile è creare sicurezza per l’uomo ma indirettamente, agendo sui suoi beni.

Alcune sottodiscipline

  • La sicurezza sportiva analizza l’aspetto agonistico;
  • la sicurezza sanitaria analizza il mondo della medicina e della profilassi;
  • la sicurezza alimentare analizza il mondo dei cibi e delle diete dalla produzione al consumo;
  • la sicurezza stradale analizza il mondo delle strade, dei veicoli e la circolazione;
  • la sicurezza informatica analizza l’uso delle reti telematiche, internet ma rispetto all’uso che ne fa l’uomo;
  • l’ingegneria della sicurezza si occupa di produrre sotto ogni possibile applicazione i ritrovati scientifici e tecnologici per rendere più sicura la vita quotidiana;
  • la sicurezza bancaria e finanziaria analizza il mondo degli investimenti e dalla Borsa.

Breve contestualizzazione della sicurezza in Italia e nel mondo

Poiché c’è poca cultura della sicurezza e non si conosce a fondo il contenuto di questa scienza, spesso si cade nell’errore di valutarla come un argomento di contorno.

In Italia spesso si continua a non percepire l’importanza che ha la scienza della sicurezza, e l’errore più banale e più comune è quello di pensarla come argomento o “sotto-argomento” di qualcos’altro; al contrario ha delle sotto-aree cui dare indicazioni e strategie operative. Quindi per avere un corretto approccio alla scienza della sicurezza occorre tenere presente due punti:

  • La scienza della sicurezza non è un sotto-argomento dell’educazione;
  • Quella della sicurezza è una scienza assolutamente indipendente.

La sicurezza deve circondare la persona in ogni momento della sua vita e i luoghi in cui svolge ogni sua attività. La scienza della sicurezza fa riferimento alla sicurezza della persona nella sua totalità, da quando nasce a quando muore.

La scienza della sicurezza, soprattutto in Italia, è sempre stata vista come un argomento di cui si doveva occupare il commercialista o l’ISPESL o come un costo aggiuntivo.

In Europa si parla e si discute di sicurezza sempre, in Italia invece l’argomento emerge soprattutto in seguito ad un evento doloso o una catastrofe.

In Europa la scienza della sicurezza è una delle attività principali di ricerca con l’obiettivo di aumentare il livello di benessere e di sicurezza per migliorare la vita.

In Italia è diffusa la credenza che la sicurezza sia compito degli altri, dello Stato, dei medici, della Polizia, delle istituzioni; in Europa invece il primo ad essere responsabile per la propria e l’altrui sicurezza è la persona stessa.

A livello internazionale ci sono tre termini per definire i concetti di sicurezza (in italia ne esiste uno solo): safety, security ed emergency.

  • Il primo, safety, fa riferimento all’incolumità della persona, non solo da un punto di vista di lotta al terrore ma a 360 gradi; incolumità non solo dal male fisico ma anche da quello morale, spirituale, indiretto etc.
  • Il secondo, security, ha più un significato di cultura, di studio e gestione della sicurezza per la realizzazione di misure per la prevenzione. Tali misure possono essere materiali e infrastrutturali ma soprattutto formative ed informative, atte a far conoscere il rischio perché la conoscenza è l’unica arma contro il rischio e quindi il pericolo.
  • Il terzo, emergency, fa riferimento a tutte quelle attività di sicurezza personali e sociali che devono scattare quando la security ha fallito. L’emergency scatta per la protezione e per il contenimento del pericolo. Strutture che operano per fare “sicurezza” in senso di emergency (soccorso) sono la Polizia, i Vigili del Fuoco, il Pronto Soccorso, la Protezione Civile etc.

Un esempio sotto il profilo psicologico In italia ad esempio, vi è una “pretesa” diffusa che le automobili siano sicure; se si dovessero rompere i freni e dovesse avvenire un incidente si pensa dunque a fare causa alle case automobilistiche, o al comune per la pericolosità della strada, oppure al produttore degli pneumatici e così via.In Europa si punta prima ad avere una persona con un comportamento sicuro che guidi in maniera sicura, che sia cosciente e responsabile delle proprie condizioni e di quello che fa; il problema è visto sotto il profilo formativo, nel creare persone con atteggiamenti e comportamenti sicuri, e solo in seconda battuta si pensa alla sicurezza di macchine e strade.

Definizioni principali

  • SICUREZZA

La sicurezza è la conoscenza che l’evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati.

  • RISCHIO

Il rischio è la probabilità che si verifichi un dato evento caratterizzato da una determinata magnitudo ovvero gravità del danno sulle persone, sulle cose, sull’ambiente.

  • PERICOLO

Il pericolo è una proprietà intrinseca di una sostanza o in generale di un evento, di creare danno.

  • ANALISI

L’analisi è lo studio della statistica, dell’ambiente in questione, delle persone che operano e della attività che si svolge, al fine di produrre una valutazione di rischio e di pericolo.

  • PREVENZIONE

La prevenzione è la messa in opera ed in esercizio di tutte le misure derivate dall’analisi per prevenire che accadano eventi pericolosi e quindi dannosi.

  • PROTEZIONE

La protezione è la messa in opera ed in esercizio di tutte le misure per proteggere persone e cose dal rischio residuo. La protezione si distingue in collettiva e individuale, attiva o passiva. Le misure di protezione collettiva sono hanno priorità rispetto a quella individuale. La protezione attiva è quella che gli stessi operatori devono attivare, indossare (caschi, scarpe, estintori) mentre quella passiva intervenie anche senza il comando umano (impianto sprinkler antincendio).

  • GESTIONE

La gestione è quell’insieme di attività che si realizzano in fase sia normale che critica. La gestione in normale esercizio è quell’insieme di attività come la formazione, l’informazione, le manutenzioni, le verifiche, le esercitazioni, gli adeguamenti normativi e le procedure. La gestione in emergenza è la messa in atto delle protezioni manuali quindi, le evacuazioni, le chiamate di emergenza, il contenimento, lo spegnimento, il confinamento, l’allontanamento.

Criteri generali della scienza della sicurezza

La conoscenza

La conoscenza è la percezione del rischio, sia personale che ambientale, ed è il punto di partenza per ogni studio. La conoscenza significa l’analisi del contesto operativo, di dove si è e di cosa si fa in modo da avere meno possibilità di errore. L’errore nasce dall’inconsapevolezza, dal non conoscere, dal non avere la giusta percezione del rischio.

Il rischio

Una corretta analisi del rischio dà la possibilità di creare un piano di prevenzione per ridurlo, per contenerlo, per evitarlo. Un principio fondamentale è quello che la sicurezza assoluta non esiste, poiché le variabili sono troppe ed incontrollabili, in gergo tecnico si definisce rischio residuo.

Per fare un esempio sulla sicurezza sociale:

se io conosco una comitiva di persone è meno probabile che ci sia uno che ad un certo punto vada fuori di testa e faccia una strage. Più conosco la comitiva da tempo, più ho questa certezza rafforzata. Meno conosco un gruppo di persone, più la mia conoscenza è bassa sui profili di chi mi circonda.

Per fare un esempio sulla sicurezza stradale:

se io conosco una strada sarà più sicuro nel percorrerla perché conosco le curve; se è una strada nuova dovrò fare attenzione e ridurre la velocità perché non so dove sono le curve e i tempi di reazione sono più lunghi.

Questi due esempi illustrano come la conoscenza preventiva sia il primo criterio assoluto di sicurezza, sia che si tratti di persone sia che si tratti di cose.

La coscienza e la percezione

Spesso si sa che c’è un rischio perché ci è stato detto ma ci manca la percezione e la coscienza del reale rischio; per fare un esempio, si può dire di non mettere la mano sul fuoco ai bambini, ma se almeno una volta non ne fanno esperienza non hanno la giusta percezione e coscienza.

Purtroppo ci sono delle esperienze irreversibili come gli incidenti stradali; non si può provare (fare esperienza) a correre guidando in stato di ebbrezza per essere coscienti del rischio reale, perché il danno fisico, sociale, morale, economico che ne deriva può essere irrecuperabile.

La conoscenza e la coscienza del rischio sono il primo passo verso la sicurezza.

La conoscenza e l’informazione sono le principali armi contro il rischio.

Il ciclo della Sicurezza

La sicurezza è un metodo ma anche un obbiettivo, se si vive in sicurezza si fa sicurezza, se si fa sicurezza si vive in sicurezza. Dal momento che si decide di affrontare l’argomento sicurezza si deve innescare un ciclo che non si deve fermare mai. Il ciclo della sicurezza è composto da più momenti che si succedono in continuazione, se si ferma questo ciclo si ferma la sicurezza. Il ciclo è composto da tre momenti:

  • analisi
  • misure
  • gestione

L’analisi comprende lo studio legislativo, normativo, ambientale, personale, professionale, delle attività, dei processi, etc.

Le misure prevedono due grandi famiglie: quelle relative alla prevenzione e quelle relative alla protezione. Le misure possono essere attive, passive, strutturali, impiantistiche, amministrative, disciplinari, etc.

La gestione è la parte che deve mantenere in vita la sicurezza con studi, aggiornamenti, formazione, informazione, manutenzione, verifiche, esercitazioni, piani di sicurezza, adeguamenti, etc.

Se la gestione non rimane viva, le misure e l’analisi perdono di significato e sono inutili. La sicurezza deve essere un’attività viva, sempre in continuo studio e miglioramento di sé stessa. Il miglioramento deve avvenire in continuazione su basi tecniche, normative, con confronti con altre realtà e non soltanto dopo l’analisi e lo studio di un evento.

Luoghi comuni 

Come già spiegato, spesso quando si parla di scienza della sicurezza si intendono solo delle sotto-branche della sicurezza intendendole come onnicomprensive, ma è un errore.

La scienza della sicurezza spesso è intesa solo come sicurezza sul lavoro; di fatto la sicurezza del lavoro è solo una sotto disciplina, lo stesso avviene per l’ingegneria della sicurezza. L’ingegneria della sicurezza, anche se impiegata in diversi settori (automobile, case, strade, etc) è solo l’applicazione di studi e ricerche di tecnologie d’avanguardia per prevenire e proteggere da potenziali rischi sia nella sua singolarità che nella sua socialità.

In Italia

In Italia la scienza della sicurezza non è molto sviluppata, se non per segmenti molto particolari. Il poco interesse reale è dimostrato dal fatto che neanche le scuole e le università si sono finora interessate in maniera approfondita all’argomento. L’istituzione delle lauree in ingegneria della sicurezza risale a dopo l’anno 2000.A Varese, il corso di Ingegneria per la sicurezza del lavoro e dell’ambiente sforna ogni anno circa 20 ingegneri qualificati.

In ambito territoriale esiste l’ISA (Istituto Superiore Antincendio) che all’interno dell’ingegneria della sicurezza per la prevenzione incendi fa un studio a 360 gradi nel quale si va ad analizzare la sicurezza nel suo complesso, in quanto un incendio si può innescare in qualsiasi ambiente.

Il Vigile del Fuoco, dopo anni di esperienza, è quindi un vero e proprio tecnico della sicurezza.

Il fatto che i Vigili del fuoco studino la scienza della sicurezza e istituiscano una scuola (ISA), non rientra nelle loro competenze ma è comunque un fatto positivo.

I Vigili del Fuoco si dovrebbero occupare solo della fireengineering mentre di fatto, a causa di un vuoto istituzionale, normativo ed infrastrutturale, sono costretti a sforare e a occuparsi di argomenti sicuramente della loro area di interesse ma non pertinenti.

In Italia la sicurezza sul luogo di lavoro è stata imposta con la legge 626 recependo una direttiva europea ma con alcune lacune di applicazione.

In altri ambienti, come la scuola, poco è stato fatto sulla formazione ed informazione alla persona; salvo alcuni casi sporadici, non esiste per esempio un piano formativo ad ogni livello scolastico che parli di sicurezza sanitaria, stradale, personale, alimentare, etc.

La sicurezza sotto il profilo universitario e del know how

Partendo dal principio fondamentale della bottega e dal concetto artigianale dell’arte, è necessario dire che anche nell’insegnamento e nella formazione è necessaria la forma mentis di affrontare una professione che deve passare da chi insegna a chi apprende. In altre parole dovrà succedere che come i medici formano altri medici, vasai formano altri vasai e ingegneri formano altri ingegneri, così dovrà essere per la scienza della sicurezza: affrontata da professionisti del settore. In Italia esistono esperti di sicurezza, ma sono pochi e poco conosciuti. Esistono comunque altre figure con grandissima specializzazione prestate a quest’ultima, come medici, ingegneri, sociologi e psicologi

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ELBY JESSIE HARS

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Pseudonimi: Jessie Elby Hars, Elby Hars, Jessie E. Hars, Elby J. Hars

Data di nascita: 24 giugno 1943

Luogo di nascita: Bradford County, Florida

Nazionalità: Americana

Occupazione: in licenza commerciale camionista (Hazmat certificata)

Segni particolari: ha cicatrice su entrambe le braccia.

Commento: può averela testa rasata. Hard può essere scappato in Texas o in Messico.

ATTENZIONE
Jessie, è condannato per il reato di violenza sessuale ai danni di un
bambino, e al momento per il coinvolgimento in attività sessuale con un
altro minore, il reato si è verificato a Richland County, Carolina del
Sud, nel 2000.

Un mandato di arresto è stato rilasciato nel mese di aprile del
2000, da Richland County General Sessions Magistrato dopo che gli è
stata imputata la pena di violenza sessuale con un minore (di secondo
grado). Dopo la sentenza è fuggito per evitare l’arresto.

Dovrebbe essere considerato armato e pericoloso.
Se si hanno informazioni su questa persona, si prega di contattare il
vostro ufficio locale FBI o la più vicina ambasciata o il consolato
americano.

EDWARD EUGENE HARPER

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Pseudonimi: Edward E. Harper, ed E. Harper, Ed Harper, Eugene Trimue Eddie, Eddie Harper, Eddie Eugene Harper, Edward Eugene Trimue, Ed Harmon, Edward Trimue

DESCRIZIONE

Data di nascita: 1 marzo 1946

Capelli: grigi

Luogo di nascita: New Mexico

Nazionalità: Americana

Occupazione: meccanico

Eugene Edward Harper è ricercato con l’accusa di aver abusato sessualmente di un bambino di età inferiore ai quattordici anni nel Hernando Mississippi. Il 27 aprile, 1994 è stato emesso un mandato d’arresto, dalla Circuit Court di DeSoto County, Mississippi. Harper è stato accusato di abusi sessuali su di un bambino.

E’ stato arrestato e rilasciato su cauzione. Il 31 ottobre 1994, il suo rilascio è stato revocato dopo aver omesso di comparire davanti al giudice. Su Harper vi è un mandato d’ arresto avvenuto dopo il suo rilascio per, avvenuto il 5 febbraio 1999, da parte degli Stati Uniti District Court, Northern District of Mississippi.

Considerato pericoloso

Se si hanno informazioni su questa persona, si prega di contattare il vostro ufficio locale FBI o la più vicina ambasciata o il consolato americano.

JON SAVARINO SCHILLACI

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Ricercato per violenza sessuale aggravata

Possesso di pornografia infantile.

Pseudonimi: Jon Schillaci, Jon S. Schillaci, Jon Willis, Christopher Keegan, Cody Keegan

Data di nascita: 14 dicembre 1971

Luogo di nascita: Oklahoma

Occhi: marrone

Corporatura: Media

Razza: bianco

Occupazione: Commesso in un negozio di musica; Computer specialista

Nazionalità: Americana

Commento: Schillaci ha legami con New Hampshire; Texas; E di Rosarito, Baja California, Messico. E’ ben educato e dice di aver completato due master in Pedagogia e Letteratura. Schillaci è noto per parlare spagnolo, francese e tedesco.

ATTENZIONE
JON SAVARINO SCHILLACI, è ricercato per il reato di presunta violenza sessuale ai danni di un ragazzo nel DEERFIELD nell’ottobre del 1999. SCHILLACI aveva contatti con la famiglia della vittima. Mentre era in carcere in TEXAS ha premeditato la violenza sessuale e dopo la sua liberazione la famiglia per dargli una possibilità di riscatto gli ha dato una casa, dove poi sono avvenute le presunte violenze.

Considerato estremamente pericoloso

Se si hanno informazioni su questa persona, si prega di contattare il vostro ufficio locale FBI o la più vicina U. S. ambasciata o il consolato.

RICOMPENSA:
L’FBI offre una ricompensa di un massimo di 100.000 dollari per informazioni che conducano direttamente alla cattura di Jon Nota Schillaci.

GRANT LAVELLE HUDSON, III

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Pseudonimi: David Aryeh, David Ben Aryeh, David B. Aryeh, Aryeh David Ben, Aryeh D. Ben, David Benaryeh, Grant L. Hudson, Grant Hudson

DESCRIZIONE

Data di nascita 27 settembre 1946

Capelli: Marrone / Grigio

Luogo di nascita: Colorado

Occhi: Blu

Nazionalità: Americana

Occupazione: Idraulico e Elettricista

Commento: Hudson è stato riconosciuto mentre si recava in Europa, nel Medio Oriente, e Israele, e ha legami con Colorado e New York. Ha il pizzetto o barba.

ATTENZIONE
Grant Lavelle Hudson, III, è condannato per il reato di violenza sessuale, è attualmente ricercato a Santa Rosa, in California, su un mandato d’arresto emesso il 28 ottobre 2003. Grant è colpevole di violenza sessuale commesso su nove bambini e di atti osceni con un bambino al di sotto di 14 anni di età, due atti osceni con un bambino tra i 14/15 anni, e due atti osceni con un bambino al di sotto 14 anni di età con l’uso della forza, la violenza, coercizione, minaccia, e lesioni. Ancora una presunta molestia sessuale ai danni di una giovane donna membro della famiglia che si sono verificate nel corso di un periodo di circa otto anni. Un mandato d’arresto federale di Hudson sfuggito per evitare la penale è stata emessa in data 31 marzo 2006, negli Stati Uniti District Court, Northern District of California di San Francisco, California.

Se si hanno informazioni su questa persona, si prega di contattare il vostro ufficio locale FBI o la più vicina ambasciata o il consolato americano.

WAYNE ARTHUR SILSBEE

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Pseudonimi: Bill Lee, Bill Wayne

Data di nascita: 24 dicembre 1956

Capelli:castani

Luogo di nascita: Oregon

Occhi: Blu

Nazionalità: Americana

Occupazione: In passato, Silsbee è stato impiegato come guardia di sicurezza, preparatore di imposta, scuola conducente d’autobus, magazziniere, e ha lavorato per il servizio temporaneo agenzie.

Commento: Silsbee ha una recessione dei capelli. Porta le lenti a contatto. Silsbee ha legami in Springfield, Missouri; San Francisco Bay Area della California; Colorado; Arizona; Nord-occidentale e Stato di Washington.

Silsbee parla nel linguaggio dei segni, e può cercare di ottenere un lavoro o volontariato in questo campo. Ha già mostrato interesse per attività-nudiste, tra cui l’appartenenza alla prima Sunbathing American Association. Silsbee è sostiene di essere un membro attivo della Chiesa avventista.

Silsbee ha gli hobby di riparazione computer e di programmazione, la radio a onde corte e C.B. operazione, cantare in chiesa o comunità cori. Si diverte giocando con strumenti musicali, tra cui il pianoforte, chitarra, e handbells. In passato, ha giocato in Silsbee handbell cori. Wayne Arthur Silsbee è ricercato per il suo presunto coinvolgimento in più episodi di violenza sessuale che coinvolgono diverse vittime di sesso femminile di età compresa tra gli 8 e i 10 anni. Queste violenze risalgono tra isettembre del 1995 e aprile del 1996, nel Clackamas County, Oregon. Silsbee conosceva bene le vittime. Silsbee è stato accusato di primo grado di sodomia abuso sessuale, mettendo a rischio la vita di un minore, e di primo grado violenza sessuale un mandato d’arresto nei locali Clackamas County, Oregon, il 24 luglio 1996. Un mandato d’arresto federale è stato rilasciato il 19 settembre 1996, negli Stati Uniti District Court, Distretto di Oregon, Portland, Oregon.

Se si hanno informazioni su questa persona, si prega di contattare il vostro ufficio locale FBI o la più vicina ambasciata o il consolato americano.

EDWARD CLAIRE REISCH

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Abuso sessuale minorile, sodomia.

Pseudomini: Edward Reisch, Robert C. Reisch, Jr.

DESCRIZIONE

Data di nascita usate: 12 dicembre 1949; 30 gennaio 1951

Capelli: grigi

Luogo di nascita: Pennsylvania

Nazionalità: Americana

Professione: Ex funzionario di polizia

Commento: Reisch ha legami con la Pennsylvania. Reisch è stato come un funzionario di polizia a Baltimore, Maryland, per 11 anni, e ha la conoscenza delle tattiche di polizia formazione.

ATTENZIONE
Edward Claire Reisch è ricercato con l’accusa di abuso sessuale di un minore di sesso femminile a casa sua in vacanza a Baltimore, Maryland, nel 1999. Il 27 novembre, 1999, il mandato d’arresto è stato emesso per Reisch dalla Corte distrettuale del Maryland per Baltimore City, Reisch reato di pedofilia, violenza sessuale, e di sodomia. Un mandato d’arresto federale di tariffazione, Reisch sfuggito per evitare la penale che è stata emessa il 2 marzo 2001.

Considerato armato, pericoloso e a rischio di fuga.

Se si hanno informazioni su questa persona, si prega di contattare il vostro ufficio locale FBI o la più vicina ambasciata o il consolato americano.

ROBERT S. MUELLER, III
DIRECTOR
FEDERAL BUREAU OF INVESTIGATION
UNITED STATES DEPARTMENT OF JUSTICE
WASHINGTON, D.C. 20535

TELEPHONE: (202) 324-3000

Collegamento a tutte le ambasciate o consolati (clicca qui)

Ambasciate e Consolati Americani in Italia (clicca qui)

FBI (clicca qui)

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