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Posts Tagged ‘Guardia di finanza’

Tratto dal sito ufficiale della Guardia di Finanza

Medicinali

1) Non acquistare medicinali su internet;

2) Rivolgersi esclusivamente a rivenditori che godono della vostra fiducia;

3) Fare attenzione alla confezione, dubitate quando notate delle sfumature dell’inchiostro di stampa dell’etichetta;

4) Fare attenzione alle dimensione delle boccette di vetro: possono essere poco più grandi o più piccole dell’originale;

5) Fare attenzione ai dosaggi del contenuto: il prodotto contraffatto può riportare una differenza anche di un solo millilitro (o milligrammo);

6) Si contraffanno anche ologrammi di riconoscimento con grande accuratezza o può variare anche solo il retro del cappuccio di una confezione, quindi badate bene alla forma.

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Tratto dal sito della Guardia di Finanza

Caratteristiche generali e principali.

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Le banconote in euro sono identiche in tutti i paesi dell’area Euro e hanno corso legale in tutti gli Stati aderenti all’unione monetaria.

Sul fronte (recto) delle banconote sono raffigurate finestre e portali che simboleggiano lo spirito di apertura e cooperazione che anima l’Europa e le 12 stelle dell’Unione Europea che rappresentano il dinamismo e l’armonia dell’Europa contemporanea.

Sul retro (verso) di ciascuna banconota è raffigurato un ponte ispirato allo stile architettonico di un periodo della storia dell’arte europea diversa per ogni singolo biglietto. 
– il nome della valuta scritto in caratteri latini (EURO) e greci (EYPO); 
– la firma di Willem F. Duisenberg, Presidente della Banca centrale europea; 
– Bandiera dell’Unione Europea; 
– il simbolo © indicante la tutela del diritto d’autore; 
– l’acronimo della Banca centrale europea nelle cinque lingue ufficiali della Comunità europea (BCE, ECB, EZB, EKT, EKP).

Come riconoscere le banconote autentiche
 
Le banconote Euro sono caratterizzate da molteplici elementi di sicurezza. Per riconoscere immediatamente la loro genuinità è consigliabile attenersi a quattro regole base: toccare, guardare, muovere, controllare. E’ importante verificare tutte le caratteristiche di sicurezza confontando, eventualmente, la banconota sospetta con un’altra di pari valore e sicuramente genuina.

Toccare la carta
La stampa calcografica (particolare tipo di stampa a rilievo) è presente in diverse aree delle banconote genuine (acronimo della Banca centrale europea nelle cinque lingue ufficiali della Comunità Europea, cifre indicanti il valore nominale delle banconote e motivi architettonici delle finestre e dei portali) ed è facilmente percepibile al tatto grazie al suo caratteristico effetto di rilievo. Inoltre, lungo i bordi delle banconote da 200 € e 500 € sono stati inseriti speciali elementi tattili ideati per i non vedenti.

Tenete la banconota controluce
Tenendo la banconota controluce è possibile vedere:
1.registro recto-verso;
2.filigrana;
3. filo di sicurezza microscritto.

Tagli piccoli
Sul fronte (recto) della banconota è presente una striscia olografica. Muovendo la banconota è possibile osservare alternativamente il simbolo dell’euro (€) in colori brillanti o il valore nominale (5, 10, 20). Sul retro (verso) della banconota è presente una striscia iridescente. Muovendo il biglietto, la striscia brilla per effetto della luce.
Tagli grandi
Sul fronte (recto) della banconota è presente una placchetta olografica. Muovendo la banconota è possibile osservare alternativamente le cifre indicanti il valore nominale (50, 100, 200, 500), il motivo architettonico riprodotto sul biglietto o il simbolo dell’euro (€). Sul retro (verso) della banconota è stato utilizzato un inchiostro otticamente variabile (Optically variable ink). Le cifre indicanti il valore nominale (50-100-200-500).

Microscritture e miniscritture
Mediante l’uso di una lente d’ingrandimento o di un lentino contafili è possibile vedere delle sottili iscrizioni (microcaratteri), che devono risultare nitidi e non sfocati. Sono presenti sia sul fronte (recto) che sul retro (verso) delle banconota.

Proprietà verificabili alla luce ultravioletta(lampada di Wood)
Osservando le banconote genuine alla luce ultravioletta (lampada di “Wood”) è possibile verificare le seguenti caratteristiche: 
– non fluorescenza della carta; 
– presenza delle fibrille luminescenti (pagliuzze colorate inserite casualmente nell’impasto della carta ed aventi colorazione rossa, blu e verde); 
– particolari reazioni degli inchiostri (cambiamento di colore) utilizzati per riprodurre determinati elementi grafici delle banconote

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Tratto dal sito della Guardia di Finanza

Al momento dell’acquisto il consumatore può effettuare una prima verifica sulla affidabilità e sicurezza del giocattolo. Sulla confezione devono infatti comparire in maniera visibile, leggibile ed indelebile: 

– la marcatura CE con cui il fabbricante attesta la conformità del giocattolo alle prescrizioni di legge; 
– il nome e/o la ragione sociale e/o marchio, nonché l’indirizzo del fabbricante o del responsabile dell’immissione sul mercato; 
– le avvertenze sulle fasce d’età consigliate e le precauzioni d’uso per la manutenzione e il montaggio;
– valutare il rapporto qualità/prezzo anche al fine di poter individuare eventuali giocattoli contraffatti; 
– effettuare gli acquisti presso rivenditori conosciuti e di fiducia anche per chiedere la sostituzione nel caso in cui il giocattolo non dovesse funzionare o presentasse difetti; 
– verificare che la confezione sia completata da istruzioni in lingua italiana sulla modalità di montaggio e di utilizzo; 
– i giocattoli e le loro parti smontabili non devono presentare punte o spigoli appuntiti, bordi taglienti e devono avere dimensioni tali da evitare qualunque pericolo di soffocamento se portati alla bocca; 
– i giocattoli meccanici devono essere costruiti in modo tale che gli ingranaggi non siano mai accessibili; 
– le palline che si trovano all’interno di sonagli per bambini di 4/5 mesi non devono essere in qualcun modo accessibili; 
– i materiali utilizzati, devono essere di alta qualità; in caso di giocattoli di stoffa o di peluche verificare che: i peli non si stacchino, eventuali occhi, naso e bottoni devono essere resistenti allo strappo e cuciture solide, nastri corti, imbottitura che non si sbriciola e che non siano infiammabili; 
– tende e casette non devono avere chiusure automatiche (bottoni a pressione e cerniere lampo); 
– i giocattoli da trascinare devono essere provvisti di corde di eccessiva lunghezza.

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Tratto dal Sito Ufficiale della Guardia di Finanza 

Consigli utili per dare la possibilità all’utente di porre in essere misure idonee a difendersi contro il fenomento della contraffazione:

– per gli acquisti rivolgersi sempre a distributori autorizzati, che offrono evidenti garanzie sull’origine dei prodotti;

– porre particolare attenzione agli acquisti di prodotti proposti su internet o da programmi televisivi, soprattutto nei casi in cui non è data la possibilità di visionare e constatare direttamente la consistenza del bene;

– prestare cautela per le vendite effettuate “porta a porta”;

valutare attentamente il rapporto esistente tra il prezzo di mercato del bene e quello attuato dal venditore, molto spesso infatti l’eccessivo divario rappresenta un elemento essenziale della contraffazione;

– avvalersi, prima di eseguire acquisti di rilevante valore, della consulenza di persone che abbiano maggiore conoscenza del prodotto;

– controllare sempre le etichette dei prodotti acquistati e diffidare di quelli privi delle indicazioni d’origine e del “marchio CE”;

– occorre sempre tenere presente che esistono sanzioni anche per chi acquista prodotti contraffatti;

– sapere che l’acquisto non consapevole di un prodotto contraffatto equivale ad acquistare, comunque, un prodotto non conforme; in questo caso il risarcimento non può essere né la riparazione, né la riduzione del prezzo, bensì l’annullamento del contratto con la restituzione delle somme pagate;

Marchiatura ed etichettatura dei prodotti: tutela contro la contraffazione e repressione delle indicazioni di provenienza false o fallaci.

Introduzione

L’apposizione del marchio sulle merci e l’etichettatura delle stesse viene spesso confusa o considerata unitariamente all’atto della commercializzazione dei prodotti, ma in realtà attiene a due diverse e distinte fattispecie normative.

Nel primo caso, infatti, si deve prendere a riferimento il segno, che contraddistingue l’impresa, volto ad identificare chiaramente il prodotto sul quale esso è apposto mentre, nel secondo, si devono considerare alcune informazioni sulle caratteristiche del prodotto stesso.

Di seguito vengono dati dei brevi cenni inerenti la normativa nazionale, comunitaria ed internazionale sulla registrazione e sulla tutela dei marchi, focalizzando l’attenzione sugli strumenti di protezione all’atto dell’importazione di merci contraffatte o usurpative e, più in generale, di merci che violino i diritti della proprietà intellettuale.

Il fenomeno della contraffazione, sia con riferimento ai prodotti commercializzati nel mercato nazionale e comunitario, sia per quanto concerne i mercati terzi, sta assumendo, infatti, proporzioni sempre più imponenti e colpisce numerosi settori industriali.

Successivamente, si procede con la trattazione delle etichette con particolare riferimento all’etichettatura di origine (c.d made in), considerando la normativa di riferimento e quella di tutela a livello nazionale, comunitario ed internazionale.

Su questo particolare argomento, c’è da registrare un’incertezza comportamentale da parte dei produttori e dei commercianti dovuta alla non perfetta coincidenza fra la legislazione in vigore e la prassi correntemente utilizzata.

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Tratto dal sito Ufficiale della Guardia di Finanza  

  

Consigli utili ai viaggiatori    terra.gif

 

Normativa di riferimento:

-D.Lgs 11/95;

Regolamento CE n. 889/2002;

Regolamento CE n. 261/2004;

D.Lgs 206/05 – Codice del Consumo.

I diritti

Il Codice del Consumo, D.Lgs 206/05, armonizza e riordina le normative concernenti i processi di acquisto e consumo, al fine di assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e degli utenti. In particolare, il Capo II (artt. 82-100) rubricato “Servizi Turistici” e già previsto dal D.Lgs 111/95, garantisce importanti strumenti di tutela al consumatore che acquista un pacchetto turistico, ovvero un pacchetto risultante dalla combinazione di almeno due elementi tra trasporto, alloggio, servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio. Per tutte le questioni inerenti ulteriori fattispecie non rientranti nella definizione di pacchetto turistico (ad esempio l’acquisto del solo biglietto aereo o ferroviario, oppure di un pernottamento in albergo) il consumatore può ricorrere alla generale tutela prevista dal codice civile in materia di inadempimento contrattuale e risarcimento del danno.

È bene ricordare che la tutela del consumatore si fonda prima di tutto sul diritto all’informazione spettante a chi acquista un pacchetto turistico. In base all’art. 87 del Codice il tour operator ha infatti l’obbligo di fornire prima dell’inizio del viaggio e per iscritto, le necessarie informazioni circa: orari, itinerari, generalità e recapiti di eventuali rappresentanti locali dell’organizzatore, prezzi, termini per i reclami, eventuale possibilità di sottoscrivere un contratto di assicurazione a copertura delle spese sostenute dal consumatore per l’annullamento del contratto o per il rimpatrio in caso di incidente o malattia. Inoltre, prima ancora di sottoscrivere il contratto, il consumatore deve essere informato sulla necessità del passaporto e di visti, sugli obblighi sanitari e sulle relative formalità per l’effettuazione del viaggio.

L’agenzia ha la facoltà di aumentare il costo del viaggio (art. 90 del Codice) e di richiedere quindi somme non preventivate a condizione che la revisione del prezzo di vendita sia espressamente prevista nel contratto come conseguenza della variazione del costo del trasporto, del carburante, delle tasse o del cambio applicato; tuttavia nessuna arbitraria modifica del costo del pacchetto può essere richiesta nei venti giorni che precedono la partenza. In ogni caso, la revisione del prezzo (anche prima di tale termine) non può eccedere il 10% del costo originario (altrimenti si può recedere dal contratto ed ottenere il rimborso delle somme già versate). Non si è tenuti ad accettare la modifica delle condizioni contrattuali, potendo recedere dal contratto senza pagamento di alcuna penale.

In base all’art. 88 del Codice del Consumo le informazioni riportate nei cataloghi e nei depliant informativi sono vincolanti per il tour operator, ragion per cui è possibile denunciare eventuali difformità a titolo di vero e proprio inadempimento contrattuale.

Risarcimento e RecessoIn generale il consumatore che lamenti l’inadempimento del tour operator alle obbligazioni assunte potrà chiedere al Giudice civile il risarcimento del danno subito, sia esso patrimoniale (ossia il rimborso dei costi sostenuti per servizi non resi), sia esso morale, ovvero il cosiddetto “danno da vacanza-rovinata”, assimilabile al danno biologico e consistente nel minor godimento della vacanza a causa dei disagi sopportati dal consumatore in conseguenza dell’inadempimento del tour operator.

Può accadere che dopo avere acquistato il pacchetto turistico, si decida di non partire per ragioni personali: in tal caso – recesso ingiustificato – il tour operator potrà trattenere la caparra o, se il viaggio è stato pagato per intero, la cifra stabilita dal contratto. Se invece il consumatore recede per un fatto a lui non imputabile – recesso giustificato – è previsto il diritto al rimborso dell’intera somma versata, senza ulteriori conseguenze, entro 7 giorni lavorativi dal momento del recesso. Qualora il consumatore sia stato informato dell’annullamento del pacchetto per mancanza di disponibilità, per iscritto e almeno 20 giorni prima della data prevista per la partenza, il tour operator non è tenuto a risarcire ogni eventuale danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto, ma solo a restituire le somme già percepite (art. 92 del Codice).

In caso di overbooking (prenotazione oltre il limite, prassi adottata da agenzie e compagnie aeree che vendono un numero maggiore di posti rispetto alla effettiva disponibilità, sia negli alberghi che sugli aerei, confidando nelle disdette dell’ultimo momento), il Regolamento CE n. 261/2004 prevede che la compagnia offra al passeggero non imbarcato la scelta tra il rimborso pieno del biglietto, il primo volo alternativo possibile o un volo alternativo in data successiva, salvo comunque il risarcimento del danno (che in questo caso comprende sia la differenza tra il prezzo effettivamente pagato dal viaggiatore ed il prezzo della nuova sistemazione, sia il risarcimento del danno da vacanza rovinata).

È bene ricordare che se si hanno dubbi sulla serietà dell’agenzia ci si può rivolgere all’Assessorato al turismo della Regione – Ufficio licenze agenzie di viaggio.

I pacchetti last minute, ovvero acquistati nell’imminenza della partenza, non soggiacciono a regole differenti, se non a quelle connesse alle modalità di pagamento concordate con l’organizzatore. Anche acquistando un last minute si ha diritto di ricevere, contestualmente alla stipula, tutte le informazioni di carattere generale in materia di passaporto e visto, nonché quelle riguardanti gli obblighi sanitari e le relative formalità per l’effettuazione del viaggio.

Reclami e Strumenti di tutela

Oltre ai reclami inoltrati sul luogo di villeggiatura (che obbligano l’organizzatore a predisporre adeguate soluzioni alternative), si può formalizzare il reclamo nei confronti del tour operator nel termine di 10 giorni dal rientro nel luogo di partenza, a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, richiedendo il rimborso delle somme pagate sul posto e la restituzione degli importi versati al tour operator (art. 98 del Codice). Il mancato esercizio di tale facoltà non impedisce di rivolgersi al Giudice per il risarcimento, fornendo la prova della “gravità” dell’inadempimento e del danno patrimoniale subito. Per danni fino a Euro 2582,28 o per tentare il rito conciliatorio è possibile rivolgersi al Giudice di Pace, evitando così l’aggravio di ulteriori spese. L’azione risarcitoria nei confronti del tour operator soggiace al termine di prescrizione di 3 anni dal rientro del viaggiatore nel luogo della partenza, nel caso di danni alla persona (art. 94), per i danni diversi invece il diritto si prescrive in 1 anno (art. 95).

Anche per i bagagli possono presentarsi problemi. Nel caso in cui la compagnia aerea smarrisca il bagaglio contenente preziosi ed abiti di valore, il Regolamento CE n. 889/2002 prevede un rimborso fino a circa Euro 1100. Nel caso di trasporto di merce di valore, si può beneficiare di un limite di responsabilità più elevato rilasciando una dichiarazione speciale, al più tardi al momento della registrazione, e pagando un supplemento.

Se le valigie vengono danneggiate durante le operazioni di imbarco, si può segnalare il danno in aeroporto, non appena sbarcati, presso l’ufficio reclami, dove gli addetti provvederanno a verificare l’accaduto. Il reclamo deve comunque essere presentato entro 7 giorni.

Ai sensi dell’art. 1783 del c.c., gli albergatori sono responsabili della sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo. Tuttavia, tale responsabilità è limitata al valore di quanto sia stato sottratto, sino all’equivalente di cento volte il prezzo giornaliero della stanza. La responsabilità dell’albergatore è invece illimitata quando le cose gli sono affidate in custodia oppure quando ha rifiutato di ricevere in custodia cose che aveva l’obbligo di accettare (come carte-valori, denaro contante).

Fondo Nazionale di Garanzia

Presso il Ministero dello Sviluppo Economico è istituito il Fondo Nazionale di garanzia (art. 100 del Codice), per consentire il rimborso del prezzo versato ed il rimpatrio del consumatore nel caso di viaggi all’estero, in caso di fallimento o accertata insolvenza del venditore o dell’organizzatore. Il Fondo fornisce inoltre un’immediata disponibilità economica in caso di rientro forzato di turisti da Paesi extracomunitari in occasione di emergenze imputabili o meno all’organizzatore. Per ottenere il rimborso dei servizi previsti nel pacchetto turistico e non fruiti occorre produrre istanza – entro 3 mesi dalla conclusione del viaggio, allegando il contratto di viaggio, copia della ricevuta del versamento della somma corrisposta all’agenzia di viaggio ed ogni altra documentazione utile a provare la mancata fruizione dei servizi pattuiti – da inviare al Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per il Turismo – Ufficio C1 “Tutela del turista” – via della Ferratela in Laterano n. 51, 00184, Roma (tel. 067732325).

In caso di necessità ci si può rivolgere ai Comandi territoriali della Guardia di Finanza, chiedere consiglio ad una delle associazioni in tutela del consumatore, individuate dal sito www.tuttoconsumatori.it/ , o consultare la carta dei diritti del passeggero sul sito www.enac-italia.it/

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Tratto dal sito ufficiale della Guardia di Finanza  

Compravendita immobiliare

Il cittadino che si accinge ad acquistare o vendere un immobile dovrebbe sempre osservare le seguenti prescrizioni:

– verificare che l’agente immobiliare con cui eventualmente si operi sia iscritto alla locale Camera di Commercio, all’ufficio albi e ruoli degli agenti immobiliari e delle società di intermediazione immobiliare di cui alla legge n. 39 del 03/02/1989. Il compenso per la mediazione svolta oscilla, a seconda delle zone catastali, in un range compreso tra il 2 e il 5 per cento del valore dell’immobile;

– acquisire i dati dell’impresa di costruzione o cooperativa edilizia (partita Iva, Codice fiscale, sede legale) e verificare, presso la Camera di Commercio di iscrizione, la presenza di eventuali protesti, e, presso i pubblici registri immobiliari, l’esistenza di vincoli e garanzie a favore di terzi (ipoteche, privilegi, pignoramenti) e della destinazione dell’immobile (può capitare, ad esempio, che sia venduto un complesso alberghiero, che è una unità indivisa, come un insieme di abitazioni private, e sia necessaria, ai fini dell’abitabilità, la variazione d’uso). Pertanto l’immobile deve essere esattamente identificato compresi accessori e pertinenze: fondamentale è la descrizione catastale; 

– è bene procedere direttamente alla stipula di un contratto preliminare che si consiglia di registrare. In tal modo sia il promittente/venditore che il promittente/ acquirente sono obbligati a stipulare il contratto definitivo. La sottoscrizione di un atto unilaterale di obbligo (proposta unilaterale di acquisto/vendita) invece, vincola soltanto l’acquirente/venditore che la sottoscrive a stipulare il contratto definitivo. In ogni caso è bene inserire nel contratto preliminare, tra le altre, le clausole di garanzia urbanistica (il venditore deve fornire la licenza e/o concessione edilizia, il certificato di abitabilità ed eventuali domande di concessione di sanatoria (condono edilizio) per evitare i problemi in ordine alla disponibilità e alla fruizione dell’immobile a seguito dell’acquisto del bene. Si consiglia anche di inserire una dichiarazione con la quale il venditore assicura che l’immobile è stato dichiarato nell’ultima dichiarazione dei redditi e di chiedere, nel medesimo atto, la consegna da parte del venditore di copia dell’eventuale contratto di locazione, delle tabelle catastali, della documentazione ipotecaria e urbanistica, del regolamento del condominio evidenziando i millesimi attribuiti all’immobile da acquistare; 

–  quando si effettuano pagamenti (rate d’acquisto dell’immobile, versamenti alla società cooperativa edilizia etc.) è bene effettuarli non in contanti ma con titolo (assegno bancario o postale, assegno circolare, cambiale etc.) con clausola “non trasferibile” – per le transazioni di importo superiore a 12.500 devono comunque essere utilizzati assegni con la clausola “non trasferibile” – precedenti specifici comprovano che senza tale condizione i titoli circolano con grande rapidità da una società all’altra e in caso di frodi, oltre a esserne difficile la ricognizione a causa della difficoltà di identificare i giratari dalla sola sigla apposta, non possono essere compiuti atti esecutivi (sequestri conservativi) a propria tutela da parte del debitore originario in virtù del principio che tutela i diritti dei terzi in buona fede (incluse banche, società di factoring etc.) che hanno acquisito nel frattempo la disponibilità del titolo medesimo. Si segnala, inoltre, che le parcelle corrisposte ai professionisti, dai 100 euro in su, devono essere documentate con assegni o bonifici bancari. 

–  cercare di verificare adeguatamente le ragioni, durante le trattative, di un eventuale cambio della controparte (acquirente/venditore) mediante richiesta anche degli atti (cessione del credito, subingresso contrattuale, espromissione etc.) in cui tale modifica è sancita. L’esperienza operativa dimostra che spesso i malintenzionati conducono le trattative verbali attraverso prestanome con i quali carpiscono la buona fede della vittima, mentre, in realtà, la parte contrattuale, che sottoscrive gli atti preliminari e definitivi di vendita, è un’altra; solo che spesso questa circostanza emerge solo al momento della firma. In tali casi si consiglia comunque di non firmare nulla e, superando l’imbarazzo, chiedere le dovute spiegazioni; 

–  avere cognizione dei propri diritti in genere. Infatti se il cittadino acquista un immobile da una società privata, si rientra nella sfera di applicazione delle norme sulla vendita immobiliare; se invece il cittadino acquisisce una quota di una società cooperativa edilizia, che rientri o meno nella sfera di applicazione della legge 167/92 sull’edilizia agevolata, acquisisce a tutti gli effetti la qualifica di socio di tale soggetto giuridico e come tale: deve essere convocato in assemblea in tutti i casi previsti dal Codice Civile (ad esempio per l’approvazione del bilancio annuale, per una perdita superiore ad 1/3 del capitale, per operazioni straordinarie etc.), può chiedere la convocazione degli amministratori in determinati casi, può sollecitare controlli da parte dei sindaci etc..

Ulteriori “campanelli d’allarme” possono essere risposte non sufficientemente chiare e motivate o particolari, che lasciano dubitare della trasparenza dell’operazione e della posizione della controparte.

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Tratto dal sito ufficiale della Guardia di Finanza

Tutela del patrimonio artistico ed archeologico

Il cittadino in possesso di beni di valore artistico od archeologico deve adempiere ad una serie di obblighi.

Infatti è bene osservare le seguenti prescrizioni:

1) in caso di acquisto è necessario chiedere il certificato di autenticità e provenienza del bene all’antiquario;

2) comunicare, in caso di ritrovamento fortuito, la scoperta (entro le 24 ore successive) ad una delle seguenti autorità:

a) alla Soprintendenza competente per territorio;
b) al Sindaco del Comune ove ha avuto luogo la scoperta;
c) alla locale Autorità di Pubblica Sicurezza.

Le citate autorità valuteranno se intervenire e, in caso positivo, prima del loro arrivo, gli oggetti non dovranno essere rimossi, salvo che sussista il pericolo di furto o deterioramento per altri motivi. In tal caso sarà utile fotografarli nel luogo di ritrovamento e custodirli obbligatoriamente (ovviamente nei limiti del possibile). Le eventuali spese per la custodia e la rimozione sono a carico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Lo scopritore ha diritto a un premio consistente alternativamente nel rilascio di parte delle cose ritrovate, in una somma di denaro o in un credito da detrarre sul totale delle imposte che annualmente il soggetto corrisponde all’Erario. Lo scopritore che si sia introdotto o abbia ricercato in un fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore, oltre ad incorrere nelle previste sanzioni penali, non ha diritto al citato premio;

3) comunicare, ad una delle Autorità sopra indicate, l’acquisizione del bene, se avvenuta a titolo diverso da quello d’acquisto (successione ereditaria, legato, gratuito, o per qualsiasi altro motivo);

4) per l’esportazione del bene, consentita solo in via temporanea, è necessario ottenere l’autorizzazione da uno degli uffici competenti della Soprintendenza, che potrà rilasciarla o negarla con motivato giudizio.

5) i beni possono essere introdotti in Italia permanentemente solo dopo aver ottenuto un certificato da uno degli uffici competenti della Soprintendenza, sulla base di una documentazione idonea ad identificare il bene ed a comprovarne la relativa provenienza. Qualora invece si volesse introdurre il bene solo per un determinato periodo di tempo (per esposizioni in fiere, mostre, etc.) dovrà richiedersi al predetto ufficio il certificato per l’importazione temporanea;

6) il trasferimento del bene da un luogo all’altro del territorio dello Stato è consentito a meno che non vi siano particolari e specifici limiti imposti allo stesso dalla Soprintendenza;

7) è bene, infine, che i possessori di opere d’arte conservino una o più fotografie dell’opera che in caso di furto o smarrimento saranno consegnate alle autorità per essere inserire nell’archivio delle “opere da ricercare” del Ministero per i Beni Culturali.

Gruppo “Tutela Patrimonio Archeologico” della Guardia di Finanza
Via Raffaele Costi, 77/89 00155 Roma 
Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) 
Elenco delle Soprintendenze 
Elenco Uffici Esportazione delle Soprintendenze 
– Modulistica

La Guardia di Finanza, attraverso il Gruppo “Tutela Patrimonio Archeologico” del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, svolge un’attività diretta a contrastare il traffico illecito di reperti archeologici e di opere d’arte, a sorvegliare il “mercato antiquario”, accertando l’eventuale compravendita di “pezzi” cui sarebbe vietato il commercio.

Le ricerche archeologiche, di esclusiva competenza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono effettuate dalle Soprintendenze Archeologiche competenti per territorio. Il citato Dicastero può comunque rilasciare apposita concessione a soggetti pubblici e privati. Lo scavo archeologico clandestino è sanzionato penalmente.

I beni che compongono siffatto patrimonio sono soggetti ad un regime differenziato rispetto agli altri beni mobili ed immobili.

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