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Posts Tagged ‘Mafia’

Tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera 

Mafia è un termine diffuso ormai a livello mondiale, con cui ci si riferisce ad una particolare tipologia di organizzazioni criminali. Le analisi moderne del fenomeno della mafia la considerano, prima ancora che una organizzazione criminale, una “organizzazione di potere”: ciò evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze e collaborazioni con funzionari dello stato, in particolare politici, nonché del supporto di certi strati della popolazione.

Il termine mafia venne inizialmente utilizzato per indicare una organizzazione criminale originaria della Sicilia, più precisamente definita come Cosa nostra.

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Etimologia

Il termine mafia ha diverse possibili origini etimologiche, più o meno verificabili o realistiche:

  • Derivazione dalla parola araba Mā Hias, “spacconeria”, che sta in relazione con la spavalderia mostrata dagli appartenenti a tale organizzazione.
  • Derivazione dall’espressione dell’arabo parlato, e non di quello letterario, mā fī-ha significante “non c’è” o “non esiste”.
  • Derivazione della parola dalla lingua araba mu’afak, “protezione dei deboli”, o maha, “cava di pietra”.
  • Derivazione della parola araba maehfil, “adunanza” e “luogo di anunanza”.
  • Derivazione della parola dialettale toscana maffia significante “miseria” oppure “ostentazione vistosa, spocchia”.
  • Derivazione dai Vespri Siciliani ed adottato come sigla per Morte Ai Francesi (Angioini) Indipendenza Anela, o anche Italia Avanti (lo storico Santi Correnti ritiene però che il termine sia precedente alla dominazione angioina). Esiste anche la teoria che deriva il termine da Morte Alla Francia l’Italia Arde .
  • Un’altra ricostruzione, connessa all’andata in Sicilia di Mazzini alla vigilia dell’Unità, è quella fatta nel 1897 dallo storico Ch. William Heckethorn. Anche se ritenuta non condivisibile, considera il termine Mafia come acronimo di Mazzini Autorizza Furti Incendi Avvelenamenti. Tale appello sarebbe stato rivolto alle organizzazioni segrete che nascevano sull’isola.

Nel caso in cui il termine derivasse dal toscano, sarebbe entrato nell’uso popolare in Sicilia subito dopo l’Unità d’Italia nel 1862, subendo il fenomeno dell’affievolimento fonetico, come altre parole toscane entrate nell’uso siciliano, per cui “macchina” diventa màchina, “malattia” malatìa, e “mattino” màtina; e servì ad indicare sia l’organizzazione segreta delle classi popolari, che proprio nella “mafia” di allora trovavano la difesa contro lo strapotere delle classi dominanti; sia la braveria e l’ostentazione vistosa, tipica dei “mafiosi” di allora.
Ed ancor oggi, in Sicilia, l’aggettivo qualificativo “mafiusu” viene utilizzato anche per indicare qualcosa di incredibilmente vistoso o costoso: un vestito elegante o un’auto prestigiosa sono “un vistitu mafiusu, ‘na màchina mafiusa”, perché anticamente il popolo vedeva nel mafioso d’allora il suo difensore poiché accomunava l’idea di giustizia sociale con quella dell’avvenenza e della prestanza fisica.

Secondo lo storico delle tradizioni popolari Giuseppe Pitrè il termine era in uso nel gergo di un rione popolare di Palermo ed era sinonimo di bellezza e di audacia.

L’espressione mafia diviene un termine corrente a partire dal 1863, con il dramma I mafiusi de la Vicaria di Giuseppe Rizzotto e Gaetano Mosca, che ebbe grande successo e venne tradotto in italiano, napoletano e meneghino, diffondendo il termine su tutto il territorio nazionale.

In questo dramma il mafiuso è il camorrista, il guappo, l'”uomo d’onore”, l’individuo cioè che aderisce a un sodalizio che si contrappone alle istituzioni e che ostenta coraggio e superiorità. Di “Mafia, o associazione malandrinesca” fa menzione un documento riservato firmato dall’allora prefetto di Palermo Filippo Antonio Gualterio, nell’aprile del 1865.

Negli anni Sessanta dell’Ottocento inizia comunque la fortuna del termine, che anche in documenti ufficiali, ad esempio nelle comunicazioni di funzionari dello stato, indica, oltre che un’associazione a delinquere, un comportamento estesamente diffuso nella società siciliana.

Leonardo Sciascia, 1972; da Avvertenza scritta in occasione dell’uscita del “Giorno della Civetta” nella collana “Letture per la scuola media” Einaudi “Ma la mafia era, ed è, altra cosa: un sistema che in Sicilia contiene e muove interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel vuoto dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma dentro lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta”

Analisi 

La mafia adotta comportamenti basati su un modello di economia statale, ma è parallela e sotterranea. L’organizzazione mafiosa trae profitti da numerosi tipi di attività criminali:

  • traffico d’armi
  • contraffazione
  • contrabbando di sigarette, tabacchi ed altre merci
  • traffico di stupefacenti, droghe pesanti e leggere (principalmente)
  • traffico di profughi clandestini
  • gioco d’azzardo
  • prostituzione
  • sequestri di persona
  • racket delle estorsioni (pizzo)
  • furti
  • appalti truccati
  • traffico di scafi
  • frodi agricole ai danni della UE e dell’AIMA
  • usura
  • abusivismo edilizio
  • discariche abusive

La mafia in Italia

Organizzazioni principali

  • Cosa nostra – Sicilia
  • Camorra – Campania
  • ‘Ndrangheta – Calabria
  • Sacra Corona Unita – Puglia
  • Remo Lecce libera – Puglia
  • Stidda – Sicilia

Organizzazioni simili

  • Mala del Brenta – Veneto
  • Banda della Magliana – Roma
  • Basilischi – Basilicata (Potenza, Matera, Policoro)

La mafia all’estero

  • Cosa nostra americana – USA
  • Organizatsya – Russia
  • Yakuza – Giappone
  • Triadi – Cina
  • Mafia turca – Turchia
  • Mafia nigeriana – Nigeria
  • Mafia bulgara – Bulgaria
  • Mafia messicana – Messico
  • Mafia albanese – Albania
  • Narcos – Colombia

Bibliografia

Essendo la bibliografia sull’argomento immensa, vengono presentati in questo elenco solo i testi più famosi, di facile reperibilità, con l’anno dell’ultima edizione.

Cosa Nostra
  • La maffia, Giuseppe Alongi, Sellerio Editore, Palermo, 1977.
  • Io e la mafia, La verita’ di Giulio Andreotti, Antonio Nicaso, Monteleone Editore, Vibo Valentia, 1995.
  • I Beati Paoli (1977), Luigi Natoli (William Galt). Romanzo storico siciliano. 2 volumi. Flaccovio editore, Palermo.
  • Intellettuali e potere in Sicilia (1983) Giuseppe Casarrubea – Editore Sellerio
  • La mafia durante il Fascismo (1987) – Christopher Duggan – Rubbettino
  • L’educazione mafiosa (1991) Giuseppe Casarrubea – Editore Sellerio
  • La mafia siciliana. Un’ industria della protezione privata (1992) – Gambetta Diego – Einaudi
  • La Giustizia è Cosa Nostra (1995) – Bolzoni A.; D’Avanzo G. – Mondadori
  • Dimenticare Andreotti? (1997) Carlo Ruta – Era Nuova Edizioni
  • Gabbie strette (1996) Giuseppe Casarrubea – Editore Sellerio
  • Portella delle Ginestre (1997) Giuseppe Casarrubea – Franco Angeli Edizioni
  • L’ intoccabile. Berlusconi e cosa nostra (1997) – Sisti Leo; Peter Gomez – Kaos
  • Leoluca Orlando. Un sindaco contro la mafia (1999) – Oschwald Hanspeter – De Ferrari & Devega
  • Fra’ Diavolo e il governo nero (2000) Giuseppe Casarrubea – Franco Angeli Edizioni
  • Storia del movimento antimafia. Dalla lotta di classe all’impegno civile (2000) , Umberto Santino – Editori Riuniti
  • Da Cosa nasce Cosa. Storia della Mafia dal 1943 ad oggi (2000) Alfio Caruso – Longanesi
  • Salvatore Giuliano (2001) Giuseppe Casarrubea – Franco Angeli Edizioni
  • Mafia e fascismo. Il prefetto Mori in Sicilia (2001) – Porto Salvatore – Siciliano
  • Provenzano. Il re di Cosa Nostra. La vera storia dell’ultimo padrino (2001) – Zingales Leone – Pellegrini
  • Giuliano e lo Stato. (2002) Carlo Ruta – Edi.bi.si.
  • Padrini. Alla ricerca del Dna di Cosa Nostra (2003) – Olla Roberto – Mondadori
  • La mafia negli anni ’60 in Sicilia. Dagli affari nell’edilizia alla prima guerra tra clan, fino al processo di Catanzaro (2003) – Zingales Leone – TEV Registri Vaccaro
  • Come nasce la Repubblica (2004) Giuseppe Casarrubea – Bompiani
  • Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica (2004) – Forgione Francesco – Editori Riuniti
  • Baroni e briganti. Classi dirigenti e mafia nella Sicilia del latifondo (1861-1950) (2004) – Siragusa Mario – Franco Angeli Edizioni
  • Il prefetto di ferro (2004) – Petacco Arrigo – Mondadori
  • Storia della mafia. Dalle origini ai nostri giorni (2004) – Lupo Salvatore – Donzelli
  • Venticinque anni di mafia. C’era una volta la lotta alla mafia (2004) – Lodato Saverio – Rizzoli
  • Cose di Cosa Nostra (2004) – Falcone Giovanni; Padovani Marcelle – Rizzoli
  • Storia segreta della Sicilia – Dallo sbarco alleato a Portella delle Ginestre (2005) Giuseppe Casarrubea – Bompiani
  • Il binomio Giuliano-Scelba. Un mistero della Repubblica? (1995) Carlo Ruta Rubbettino
  • Cosa nostra. Storia della mafia siciliana (2005) – Dickie John – Laterza
  • L’ amico degli amici. Perché Marcello Dell’Utri è stato condannato a nove anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa (2005) – Peter Gomez; Travaglio Marco – Rizzoli (ISBN 88-17-00707-2)
  • Voglia di mafia. La metamorfosi di Cosa nostra da Capaci ad oggi (2005) – Bellavia Enrico; Palazzolo Salvo – Carocci
  • Intoccabili. Perché la mafia è al potere (2005) – Lodato Saverio; Travaglio Marco – Rizzoli
  • La mafia è bianca (2005), Bianchi S. M., Nerazzini A., BUR
  • Cosa Nostra, attacco allo Stato (2006), Andrucci Nicola , Montedit
  • La zona grigia, professionisti al servizio della mafia 2007, Nino Amadore, Edizioni ExpatsEbooks.com
  • I complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento 2007, Lirio Abbate & Peter Gomez, Fazi Editore
  • Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano, Andrea Camilleri – Mondadori 2007
Camorra
  • Camorra e criminalità organizzata in Campania (1988) – Barbagallo Francesco; Marmo Marcella; Calise Mauro – Liquori
  • La camorra e i bambini. Un’indagine nel contesto scolastico napoletano (1997) – Aleni Sestito Laura – Unicopli
  • La camorra. Notizie storiche raccolte e documentate (1998) – Monnier Marco – Argo
  • I grandi camorristi del passato (1998) – Di Majo Edoardo – Edizioni Scientifiche Italiane
  • Il potere della camorra (1973-1998) (1999) – Barbagallo Francesco . Einaudi
  • I carabinieri reali contro la camorra. Una missione speciale negli anni Venti (2003) – Anceschi Enzo – Laurus Robuffo
  • Uomini di camorra. La costruzione-sociale dell’identità deviante (2004) – Esposito Maurizio – Franco Angeli Edizioni
  • Storia della camorra. Dal ‘500 ai nostri giorni (2004) – Paliotti Vittorio – Newton & Compton
  • La camorra e le sue storie. La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle ultime «guerre» (2005) – Di Fiore Gigi – UTET
  • La camorra a Napoli (2005) – Consiglio Alberto – Guida
  • Gomorra, Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra (2006) – Saviano Roberto – Mondadori
Ndrangheta
  • Fratelli di sangue, Nicola Gratteri, Antonio Nicaso, Pellegrini Editore, Cosenza, 2006.
  • La ‘Ndrangheta (1986) – Malafarina Luigi – Gangemi
  • Alle origini della ‘ndrangheta la picciotteria (1990) – Nicaso Antonio – Rubbettino
  • Poteri segreti e criminalità. L’intreccio inconfessabile tra ‘ndrangheta, massoneria e apparati dello Stato (2004) – Guarino Mario – Dedalo
  • Processo alla ‘Ndrangheta (1996) – Enzo Ciconte – Laterza
Sacra Corona Unita
  • La quarta mafia. Storie di mafia in Puglia (1994) – Ruotolo Guido – Pironti
  • La sacra Corona Unita. Potere e segreto (1998) – Massari Monica – Laterza
Stidda
  • Cono d’ombra. La mafia a Ragusa. (1997) – Carlo Ruta – Edizioni La Zisa
  • Politica e mafia negli Iblei. (1998) – Carlo Ruta – Edizioni La Zisa
  • Stidda. La quinta mafia, i boss, gli affari, i rapporti con la politica (2005) – Bascietto Giuseppe – Pitti
Cosa Nostra Americana
  • Joe Petrosino – Petacco Arrigo (2002) – Mondadori
  • Al Capone. La vita e il mondo del re dei gangster (2004) – Kobler John – Mondadori
  • Bloodlines, Antonio Nicaso, Harper Collins, Toronto, 2001
Yakuza
  • Yakuza: la Mafia Giapponese – Kaplan David e Dubro Alec – Edizioni Comunità
Triadi
  • Le triadi (1999) – Tosches Nick – TEA

Filmografia

Film sulla mafia (in ordine cronologico).

  • Scarface – Lo sfregiato (1932) regia di Howard Hawks
  • In nome della legge (1949) regia di Pietro Germi
  • Il magistrato (1959) regia di Luigi Zampa
  • Il caso Pisciotta (1961) regia di E. Visconti
  • L’onorata società (1961) regia di Riccardo Pazzaglia
  • Salvatore Giuliano (1961) regia di Francesco Rosi
  • Mafioso (1962) regia di Alberto Lattuada
  • Le mani sulla città (1963) regia di Francesco Rosi
  • I due mafiosi (1964) regia di Giorgio Simonelli
  • A ciascuno il suo (1966) regia di Elio Petri
  • Il giorno della civetta (1967) regia di Damiano Damiani
  • Il sasso in bocca (1970) regia di Giuseppe Ferrara
  • Il Padrino (1972) regia di Francis Ford Coppola
  • Il caso Mattei (1972) regia di Francesco Rosi
  • Joe Valachi – I segreti di Cosa Nostra ( (1972)) regia di Terence Young
  • Camorra (1972) regia di Pasquale Squitieri
  • Lucky Luciano (1973) regia di Francesco Rosi
  • Il boss (1973) regia di Fernando Di Leo
  • Il Padrino parte II (1974) regia di Francis Ford Coppola
  • Yakuza (1975) regia di Sydney Pollack
  • Assassinio di un allibratore cinese (1976) regia di John Cassavetes
  • Il prefetto di ferro (1977) regia di Pasquale Squitieri
  • Corleone (1978) regia di Pasquale Squitieri
  • Mi manda Picone (1983) regia di Nanni Loy
  • Scarface (1983) regia di Brian De Palma
  • C’era una volta in America (1984) regia di Sergio Leone
  • Cento giorni a Palermo (1984) regia di Giuseppe Ferrara e Giuseppe Tornatore
  • Pizza Connection (1985) regia di Damiano Damiani
  • L’onore dei Prizzi (1985) regia di John Huston
  • Il pentito (1985) regia di Pasquale Squitieri
  • Il camorrista (1986) regia di Giuseppe Tornatore
  • Gli Intoccabili (1987) regia di Brian De Palma
  • Il Siciliano (1987) regia di Michael Cimino
  • La posta in gioco (1988) regia di Sergio Nasca
  • Black Rain – Pioggia sporca (1989) regia di Ridley Scott
  • Mery per sempre (1989) regia di Marco Risi
  • Il Padrino parte III (1990) regia di Francis Ford Coppola
  • King of New York (1990) regia di Abel Ferrara
  • Dimenticare Palermo (1990) regia di Francesco Rosi
  • Goodfellas – Quei bravi ragazzi (1990) regia di Martin Scorsese
  • Johnny Stecchino (1991) regia di Roberto Benigni
  • Narcos (1992) regia di Giuseppe Ferrara
  • La donna contro il racket dell’estorsione (1992) regia di Minbo No Onna
  • La scorta (1993) regia di Ricky Tognazzi
  • Giovanni Falcone (1993) regia di Giuseppe Ferrara
  • Carlito’s Way (1993) regia di Brian De Palma
  • Il giudice ragazzino (1993) regia di Alessandro di Robilant
  • Il lungo silenzio (1993) regia di Margarethe Von Trotta
  • Un eroe borghese (1995) regia di Michele Placido
  • Paolo Borsellino (1995) di Pasquale Scimeca
  • Casino (1995) regia di Martin Scorsese
  • Palermo Milano solo andata (1996) regia di Claudio Fragasso
  • Vite strozzate (1996) regia di Ricky Tognazzi
  • Lo zio di Brooklyn (1996) regia di Daniele Ciprì e Franco Maresco
  • Tano da morire (1997) regia di Roberta Torre
  • Testimone a rischio (1997) regia di Pasquale Pozzessere
  • Donnie Brasco (1997) regia di Mike Newell
  • Teatro di guerra (1998) regia di Mario Martone
  • Ultimo (1998) regia di Stefano Reali
  • Ultimo la sfida (1999) regia di Michele Soavi
  • Lansky (1999) regia di John McNaughton
  • Terapia e pallottole (1999) regia di Harold Ramis
  • Brother (2000) regia di Takeshi Kitano
  • Placido Rizzotto (2000) regia di Pasquale Scimeca
  • I cento passi (2000) regia di Marco Tullio Giordana
  • Luna Rossa (2001) regia di Antonio Capuano
  • L’attentatuni (2001) regia di Claudio Bonivento
  • Angela (2002) regia di Roberta Torre
  • Era mio padre (2002) regia di Sam Mendes
  • Un boss sotto stress (2002) regia di Harold Ramis
  • Gli angeli di Borsellino (2003) regia di Rocco Cesareo
  • E io ti seguo (2003) regia di Maurizio Fiume
  • Segreti di stato (2003) regia di Paolo Benvenuti
  • Io non ho paura (2003) regia di Gabriele Salvatores
  • Ultimo l’infiltrato (2004) regia di Michele Soavi
  • Certi bambini (2004) regia di Andrea Frazzi e Antonio Frazzi
  • Alla luce del sole (2005) regia di Roberto Faenza
  • La mafia è bianca (2005) regia di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini
  • In un altro paese (2006) regia di Marco Turco
  • Il fantasma di Corleone (2006) regia di Marco Amenta
  • Romanzo criminale (2006) regia di Michele Placido
  • Prova ad incastrarmi (2006) regia di Sidney Lumet
  • The Departed (2007) regia di Martin Scorsese
  • L’ultimo dei corleonesi (2007) regia di Alberto Negrin
  • Scacco al re (2007) regia di Claudio Canepari e Piergiorgio Di Cara
  • Vedi Napoli e poi muori (2007) regia di Enrico Caria
  • Il Capo dei Capi (2007) regia di Enzo Monteleone

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Per Sos Impresa 90 miliardi di euro  di utili l’anno

Gli sconcertanti dati della Confesercenti sugli affari criminali
“La ‘Mafia ‘Spa è l’industria italiana che risulta più produttiva” 

ROMA – Con un utile annuo pari a 90 miliardi di euro, una cifra equivalente a cinque manovre finanziarie o, se si preferisce, alla somma di otto “tesoretti”, l'”azienda mafiosa” si classifica al primo posto nella classifica dell’imprenditoria italiana. Un primato difficile da spodestare, dato che il giro d’affari che ruota intorno a sfruttamento della prostituzione, traffico di droga e armi, estorsione, rapine e usura non sembra conoscere crisi.

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Il rapporto sulla criminalità di “Sos Impresa” della Confesercenti delinea un quadro drammatico. In base ai dati raccolti, l’usura rappresenta la principale fonte di business criminale per la mafia, con circa 30 miliardi di fatturato. Il racket frutta ai clan 10 miliardi, 7 miliardi arrivano dai furti e dalle rapine, 4,6 dalle truffe, 2 dal contrabbando, 7,4 dalla contraffazione e dalla pirateria, 13 dall’abusivismo, 7,5 dalle mafie agricole, 6,5 dagli appalti e “solo” 2,5 dai giochi e dalle scommesse.

Dati che fanno ancora più impressione, se messi in relazione a tutti gli organismi e ai cittadini coinvolti nel giro dell’illegalità. Il racket delle estorsioni coinvolge 160 mila commercianti italiani, con una quote di oltre il 20 per cento dei negozi e punte dell’80 per cento negli esercizi di Catania e di Palermo. I commercianti e gli imprenditori subiscono 1.300 reati al giorno, praticamente 50 l’ora.


La collusione degli imprenditori. “Uno degli elementi che colpisce maggiormente – sottolinea il documento – è l’espansione della cosiddetta “collusione partecipata”, un fenomeno che investe il gotha della grande impresa italiana, soprattutto quella impegnata nei grandi lavori pubblici. Gli imprenditori preferiscono venire a patti con la mafia piuttosto che denunciare i ricatti”.

Confesercenti fa anche alcuni nomi di aziende che hanno “ceduto” alla criminalità. “Il colosso Italcementi – si legge nel rapporto – è uno di quelli che ha ceduto alla morsa, supportando maggiori costi, assumendosi numerosi rischi ed agevolando, così, l’espansione economica della cosca dei Mazzagatti.

Anche per i lavori della Salerno-Reggio Calabria gli imprenditori sono stati costretti a trattare con le cosche calabresi. La Impregilo – sempre secondo Sos Impresa – aveva insediato nelle società personaggi che, secondo gli inquirenti “da sempre avevano avuto a che fare con esponenti della criminalità organizzata e con imprese di riferimento alle cosche”.
 

tratto da Repubblica.it

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Lo Piccolo in carcere dopo 24 anni di latitanza. Ora si studiano i suoi ‘pizzini’

Per il boss Salvatore Lo Piccolo, indicato da molti come il nuovo capo di Cosa Nostra palermitana dopo la cattura di Bernardo Provenzano, questa è la prima serata in carcere dopo 24 anni di latitanza. Già mercoledì Lo Piccolo potrebbe essere in aula per l’udienza del processo “Grande mandamento” in cui è imputato. Unanime la soddisfazione del mondo politico siciliano per la cattura dei boss. Il mondo politico ha fatto i complimenti a magistrati e polizia; dal premier Romano Prodi al presidente della Regione, Salvatore Cuffaro.

Lo Piccolo è stato arrestato questa mattina in una villa nelle campagne di Giardinello, a pochi chilometri da Palermo, “il Barone”, 65 anni, ricercato dal 1983, era con il figlio e braccio destro Sandro, 32 anni, latitante dal 1998, e ad altri due mafiosi da tempo ricercati, Gaspare Pulizzi e Andrea Adamo. Il primo e’ ritenuto degli uomini di fiducia di Lo Piccolo, ‘reggente’ della famiglia mafiosa di Carini, il secondo una figura al vertice del clan mafioso di Brancaccio.

La villa, usata da Lo Piccolo come sede di summit mafiosi, secondo alcune voci sarebbe stata individuata grazie a indagini partite da informazioni fornite da Francesco Franzese, collettore del ‘pizzo’ per conto dei Lo Piccolo e arrestato il 2 agosto scorso nel suo covo di Palermo, dove è stata trovata anche la sua collezione personale di 15 Rolex. Ma nel pomeriggio il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, ha sottolineato che “il boss Francesco Franzese non è  un pentito di mafia, non collabora con la giustizia. E’ una notizia destituita da fondamento”.

L’operazione a Giardinello ha avuto fasi drammatiche: gli uomini della sezione “Catturandi” della Squadra Mobile di Palermo tenevano sotto controllo da un paio di mesi la villetta e questa mattina col binocolo hanno avvistato i Lo Piccolo giungere a bordo di una Toyota con Pulizzi al volante. Poco dopo su un’altra auto è giunto Adamo e a questo punto è scattato il blitz. I mafiosi si sono asserragliati in un casolare vicino protetto da un cancello di ferro, nell’estremo tentativo di resistere.

Per convincerli alla resa i poliziotti hanno sparato alcuni colpi in aria e i latitanti sono usciti uno per uno con le mani sopra la testa. Sandro Lo Piccolo è scoppiato in lacrime davanti agli agenti, e ha gridato: “Ti amo papà”. Poi i quattro sono stati caricati su un elicottero della polizia per essere trasferiti nell’aeroporto militare di Boccadifalco e da qui in questura.

Nella villa, oltre a otto pistole con silenziatori e munizioni, sono stati sequestrati anche diversi ‘pizzini’ e documenti ritenuti molto interessanti e ora al vaglio dei magistrati della Dda che hanno coordinato l’operazione, il procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e i sostituti Gozzo, Del Bene e Paci, che hanno già effettuato un sopralluogo nella casa. I proprietari dell’immobile sono stati fermati dalla polizia e la loro posizione viene adesso valutata dagli inquirenti.

tratto da rainews 24

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Salvatore Lo Piccolo detto Il Barone, (Palermo, 20 luglio 1942) boss di Cosa Nostra, capo indiscusso della città in ambito mafioso è stato arrestato il 5 novembre 2007 insieme al figlio Sandro dopo una latitanza di 25 anni (suo figlio Sandro lo è stato per nove anni).

Cresciuto nella borgata di San Lorenzo era ricercato dal 1998 per omicidio e dal 2001 per associazione mafiosa.

Condannato all’ergastolo. Attua traffici di cocaina, è nel mercato delle imprese e del pizzo nel mandamento di San Lorenzo.

Ha contatti con la mafia italo-americana.Il suo territorio è la parte nord-occidentale di Palermo, lo Zen e i comuni di Capaci, Isola delle Femmine, Carini, Villagrazia di Carini, Sferracavallo, Partanna-Mondello e alcune zone della provincia di Trapani.

Si allea insieme al figlio con Bernardo Provenzano offrendogli i suoi servizi in cambio di libertà di manovra.

Il suo clan di recente punta al controllo degli appalti, per la realizzazione degli svincoli autostradali, estorsioni, guardiania esazione sistematica di una quota sociale per le utenze elettriche del quartiere Zen2.

Si sa anche di un’alleanza con Matteo Messina Denaro, altro boss di Cosa Nostra, dopo la cattura di Provenzano nel 2006.

Salvatore Lo Piccolo è stato arrestato insieme al figlio Sandro  lo-piccolo.jpg il 5 novembre 2007 in una villetta tra Cinisi e Terrasini dalla “catturandi” di Palermo

tratto da wikipedia

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ELENCO DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITA’ FACENTI PARTE
DEL “PROGRAMMA SPECIALE DI RICERCA” SELEZIONATI DAL
GRUPPO INTEGRATO INTERFORZE (G.I.I.R.L.)

L’iniziativa è volta a stimolare lo spirito di collaborazione della collettività
con le Forze di Polizia nel settore della ricerca di pericolosi malviventi.

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